Ricordare Antonio Banfi
A cinquant’anni dalla sua scomparsa la figura di Antonio Banfi si staglia
ancora nel panorama del pensiero italiano come quella di un grande uomo di idee
e di azione che seppe negli anni tra le due guerre guardare oltre lo stretto
orizzonte culturale nazionale e sviluppare un pensiero di dimensione europea.
Le sue relazioni con la grande filosofia d’oltralpe, il suo orizzonte
intellettuale, la dimensione del suo umanesimo tra filosofia dell’arte
e fanno il pari con la dimensione di un impegno pratico e di un concreto attivismo
volto a realizzare ciò che sul piano teorico andava elaborando. Il suo
razionalismo critico è tra i principali contributi speculativi del pensiero
non idealistico del primo novecento ed integra esperienza e ragione in una prospettiva
non dogmatica. Tale razionalismo critico si sviluppa in una concezione della
ragione come principio fondante e unificante ma, insieme, articolato e pluralistico,
che ne costituisce la straordinaria modernità.
Fu così che Banfi, soprattutto nel dopo guerra, fu intensissimo organizzatore culturale, fondatore di quel grande luogo del pensiero che è stata ed è la Casa della Cultura di Milano, tra i padri dell’Università degli Studi di Milano e del progetto didattico per lo studio della filosofia nell’Università italiana.
Banfi fu anche attivo nella resistenza. Tra i firmatari del manifesto degli intellettuali antifascisti di Croce, si impegno in prima persona nell’attività milanese contro la dittatura..
Il suo impegno politico, che lo vide senatore, consigliere comunale a Milano e nella sua Vimercate, dirigente ed intellettuale di rilievo nel Partito Comunista Italiano, fu sempre legato alla sua idea dell’uomo come protagonista, con la sua forza creativa ed intellettuale, della storia e della natura.
Vimercate, che gli diede i natali e gli fu sempre cara, dove amava tornare con gli allievi, dove tutt’oggi riposano le spoglie, lo annovera tra le figure storiche più prestigiose ed importanti e vuole, con questo articolato momento di approfondimento e divulgazione del pensiero e della figura, restituirgli il giusto ruolo nella conoscenza dei suo concittadini presenti e futuri.