CORRIERE DELLE GALASSIE
E’ l’alba del 17 Novembre 3005: si
svegliano i poveri e le personalità.
Alla Casa Bianca il nuovo Presidente
recentemente eletto, di origine afro-americana, come al solito inizia ad
affrontare la lunga serie di impegni con una telefonata a Mohammed Rossi,
Presidente del Consiglio Italiano, per ottenere chiarimenti sulle incredibili
novità diffuse dalla stampa sul caso Ustica (non un altro, sempre lo stesso).
La conferenza dei G7 del giorno
precedente, affrontando il problema delle minoranze razziali, aveva
sottolineato con preoccupazione la situazione della minoranza ariana, ormai
ridotta a poche centinaia di individui, proponendo seri provvedimenti per
garantire la tutela della loro identità culturale. Tra i G7 i Presidenti di
India, Sud Africa e Brasile avevano sollecitato un’analisi sulle conseguenze
che avrebbe potuto portare l’elezione di un Pontefice peruviano dopo quattro
pontificati sotto il segno della continuità, con Pontefici cinesi.
Dalle colonie lunari erano pervenute
inoltre notevoli lamentele delle comunità asiatiche per il sovrabbondare di
Palestinesi negli organi di potere; non per una questione di discriminazione
razziale, ma piuttosto perché anche loro richiedevano un equilibrato numero di
rappresentanti.
Alle Olimpiadi di N’Dgamena (Ciad) erano
sorti alcuni problemi per un pareggio insolubile persino al fotofinish.
Una volta giunto il tramonto si conclude
una giornata come un’altra su un pianeta che gli abitanti stanno finalmente
imparando a rispettare. Con un’ordinanza del Sindaco questa sera a Milano è
stata cambiata la toponomastica degli anni 2000 abolendo Via I Terroni e Via
Lombardia Libera introdotte da un arcaico Senatore Umberto di cui nessuno
ricorda il cognome.
Sono rimasto uno dei pochi bianchi nella
Provincia di Milano, ieri era la giornata mondiale dell’antirazzismo, la
comunità bianca italiana ha colto l’occasione per chiedermi di presiedere un
comitato per la difesa dei diritti della nostra minoranza.
Ho pensato bene e, per fortuna, credo che
non ve ne sia bisogno.
Scritto in occasione della giornata
mondiale sul razzismo del 1992