Pensieri sulla TrasFormazione
Ci sono molti modi di vedere il mondo. C'è una differenza fondamentale
tra una visione fotografica, statica, dell'esistente e una visione cinematografica,
mobile.
Non so perché, e me lo domando, ma io propendo per vedere sempre i luoghi,
le situazioni, le persone per come potrebbero essere, o meglio, per come potrebbero
diventare.
C'è nella trasformazione, nella potenza, nella lettura del divenire possibile
un'attrattiva straordinaria.
Penso alle riflessioni di Goethe ne "La metamorfosi delle piante ".
Ma molto più semplicemente in ogni incontro con un luogo o con una persona
(con una ragazza o un bambino) tendo a pensare subito a cosa potrebbe fare,
a come potrebbe diventare, a cosa potrebbe essere.
E a cosa potrei fare io perché questo accada.
Recentemente mi ha colpito molto la concezione della previsione, del prevedere,
in Antonio Gramsci. Per Gramsci c'è un unico modo possibile di prevedere.
La previsione diventa un atto pratico che implica la formazione e l’organizzazione
di una volontà collettiva.
E’ possibile dunque cambiare il mondo perché «il singolo
può associarsi con tutti quelli che vogliono lo stesso cambiamento, e
se questo cambiamento è razionale, il singolo può... ottenere
un cambiamento ben più radicale di quello che, a prima vista, può
sembrare possibile».
Penso che anche il singolo può cambiare il suo mondo, e quindi una parte
almeno del mondo tutto, pensando a come potrebbe divenire e agendo perché
questo accada.
E penso che ogni volta che uno di noi agisce così migliora la propria
vita certamente e magari anche quella degli altri.
Le spinte a farlo sono la curiosità innanzitutto, l'interesse (la preoccupazione
- non intesa come ansia: I Care - mi preoccupo), e una concezione del tempo
come divenire appunto, una consapevolezza di come tutto cambia, si trasforma,
di come è mobile il contesto.
L'idea del mondo determina il mondo, ma lo fa con l'azione, con la prassi, che
dell'idea è la conseguenza (se agire e pensare stanno legate però).
Diverso tempo fa ho scritto una cosa che riassume tutto quello che mi muove
in tutte le mie quotidiane scelte: io voglio dare, io scopro raramente in un
mondo di gente lenta e che mi sta indifferente qualcuno a cui mi vien voglia
di dare, di investire, perché risponde, perché regge il ritmo,
il gioco, perché è davvero vivo in un mondo di morti.
Ecco, è questo che volevo scrivermi in fondo questa sera.