Presentazione
bilancio annuale di previsione 1998, bilancio triennale 1998/2000, relazione
revisionale e programmatica 1998/2000eprogrammazione
interventi ripartizione gestione del territorio 1998/2000 - discussione
Io
mi limiterò a fare un intervento relativo ad una parte specifica
di questo Bilancio, visto che gli interventi che mi hanno preceduto, anche
da parte della maggioranza, hanno analizzato in maniera chiara, che condivido,
l'impostazione finanziaria generale. In questa analisi che io intendevo
comunque fare per ragioni di importanza, perché la ritengo abbastanza
centrale, probabilmente risponderò anche ad alcune osservazioni
del Consigliere Firmo, visto che ha toccato in maniera un po' diversa alcuni
elementi che mi premeva toccare. Non si tratterà di un giudizio
politico, come ha detto lei prima, ha detto: "Non fatemi il processo".
Io vorrei dare delle risposte, vorrei dire la mia opinione. Spero che lei
non lo veda come un processo.
Io
credo che entrare anche solo per un momento nel merito della parte che
riguarda il capitolo della cultura sia doveroso, tenendo presente un punto
fondamentale, che è quello del programma di questa Amministrazione.
Io credo che nel momento in cui si fa un Bilancio, sopratutto nel momento
in cui si fa il primo Bilancio, bisogna rispondere ai cittadini sul programma
con cui ci si è presentati alle elezioni. Io ritengo che questo
programma sia un fatto molto importante, sia un patto che è stato
siglato con i cittadini, ed è un patto su cui bisogna continuare
un dialogo, quindi nulla di immutabile, però bisogna anche mantenere
degli impegni e dare delle risposte. Tra l'altro vorrei che su questo progetto,
e sulle risposte che a partire da questo Bilancio si iniziano a dare a
questo progetto, si venisse giudicati. In sostanza si accusa questa Amministrazione
di mancanza di progettualità, mentre io credo che la progettualità
in questo programma con cui ci siamo presentati alle elezioni non manchi,
e che anzi è stato premiato in questo senso. Credo che quella progettualità
sia la progettualità che sta dietro anche al Bilancio di quest'anno,
visto che andiamo a realizzare alcuni punti di questo programma ed
iniziamo a realizzarli.
Rispetto
alla questione della cultura, prima di tutto mi sembra importante sottolineare,
come ha fatto notare l'Assessore Auletta, l'aumento di spesa, anche minimo,
che in questo settore viene fatto. In un Bilancio in cui vengono fatti
dei risparmi, vista la situazione economica, questo fatto è significativo.
E' significativo che il settore dei servizi alla persona sia un settore
in cui ci sono delle crescite ed è significativo che all'interno
di questo settore la cultura e le politiche giovanili vengano a crescere
particolarmente rispetto alle altre voci. Questo in un Bilancio significa
un impegno.
Io
credo ci siano due punti principali attorno a cui ruota il programma
di spesa rispetto alla cultura, alle politiche giovanili. Credo che
uno di questi punti sia un impegno verso la responsabilizzazione dei giovani.
Un impegno verso la possibilità che i giovani possano crescere,
esprimersi, e possano crescere, mi verrebbe da dire, per tentativi ed errori,
avendo uno spazio di espressione e tentando di dare un'immagine alla
costruzione del mondo. In questo senso parlo di tutti i giovani, non solo
quelli di certe famiglie in condizioni famigliari migliori, questo
mi interessa dirlo al Consigliere Firmo. Spero che lui, magari venendo
ogni tanto nella Biblioteca che tanto critica, magari vedendo
chi sono i ragazzi che suonano nei numerosi gruppi che esistono nel vimercatese,
di cui verremo al punto, scopra magari che non sono solo un'élite.
Noi avevamo scritto nel programma che la principale richiesta a cui
dare risposta era quella di spazi di aggregazione, sia attraverso
l'utilizzo di locali esistenti e sottoutilizzati, sia pensando a nuovi
luoghi per favorire l'incontro e le produzioni giovanili. Avevamo
detto che un impegno particolare doveva essere rivolto all'allestimento
di una sala prove, con prezzi convenzionati per i gruppi musicali giovanili.
Così abbiamo scritto nel programma, e così troviamo nella
scheda 6 della programmazione degli interventi di questo primo Bilancio
dell'Amministrazione.
Io
capisco che i Consiglieri della nostra minoranza non siano d'accordo con
questo programma, altrimenti non si sarebbero presentati in alternativa
politica alle elezioni rispetto al nostro programma stesso. Però
il programma è un fatto, è un progetto politico, ed almeno,
se parliamo di democrazia, ci sia concesso di pensare che noi possiamo
intervenire culturalmente in questo modo, e gli altri proporranno altri
modi.
Tra
l'altroquesto tipo di intervento
va inteso bene, perché una sala prove è uno spazio dove i
giovani possono effettivamente creare, non è un ambito in cui esclusivamente
divertirsi, ma in cui esprimersi. Occorre saper valorizzare le potenzialità
della musica, che è un elemento centrale dell'espressione giovanile
odierna, e quindi di intervenire su un problema come quello della partecipazione
dei giovani alla vita civica di un paese, dello sviluppo del senso civico
e del sentimento del pubblico come qualche cosa di proprio, al passo con
i tempi, che risponde sullo stesso piano attraverso cui i giovani
dialogano, con il linguaggio tipico dei giovani.
Da
questo punto di vista anche il progetto, rilevabile dal Bilancio, della
settimana della musica ed il mantenimento di iniziative quali quella di
Parco Rock, vanno ad aggiungersi ad un complessivo disegno tramite il quale
con la musica si permette ai giovani di essere protagonisti, di avere spazi
di denuncia, di avere spazi di partecipazione, di costruzione responsabile
del mondo. Questa è la mia opinione.
Un
altro punto centrale rispetto alle spese di questo Bilancio, dal punto
di vista della cultura, è quello di un progetto di alfabetizzazione
multimediale. E' un po' limitativo dire che si vengono a spendere dei soldi
per collegare la Biblioteca ad Internet. Bisogna capire perché
si fa questo intervento. Fare un collegamento Internet è come comprare
una macchina, poi bisogna vedere dove si vuole andare con questa macchina.
Io credo che oggi, per parlare di democrazia, come anche l'ONU ha sottolineato
recentemente in più di un intervento e di un invito, anche agli
enti locali stessi, oltre che agli Stati, la potenzialità dei nuovi
strumenti di espressione e di cultura interattivi sia talmente grande che
rischia effettivamente di creare delle élite, rischia di creare
un nucleo di persone che conosce questi strumenti, che sa utilizzarli,
e la grande massa di persone che invece non li conosce. Noi abbiamo fatto
una grande battaglia, dico tutti, per l'alfabetizzazione in termini normali,per
saper leggere e scrivere, come strumento di partecipazione alla vita, come
strumento di capacità critica, di poter capire che cosa succede
attorno a noi, al mondo. D’altro canto uno sviluppo così grosso
di queste nuove tecnologie può portare questo tipo di alfabetizzazione
ad essere uno strumento non più sufficiente per avere spirito critico.
Io credo che girare le spalle a queste tecnologie sia un errore di prospettiva
gravissimo. Significa far finta che non ci siano e significa lasciare che
si sviluppino per la loro strada, significa non dare gli strumenti alle
persone per saperli utilizzare in una maniera corretta e per saper capire
che cosa succede dietro a questi strumenti, come funzionano, che cosa veicolano,
ed anche per perdere uno spazio di professionalizzazione. E' un fatto cruciale
anche questo. Io credo che il lavoro del futuro toccherà molto questi
spazi. I progetti e le risposte di questo tipo sono notevoli, sono dei
progetti chiari e precisi. La mediateca è un nuovo spazio della
biblioteca di Vimercate che questa Amministrazione continuerà
ad impegnarsi a sostenere, non solo economicamente, ed è uno spazio
che porta finalmente gli strumenti di cultura come il cinema, la musica,
come il vasto mondo delle realtà multimediali ad avere uno spazio
dignitoso di cultura, cultura in senso pieno, come le altre forme di cultura.
Esiste
questo progetto di incontri che è già partito, per il quale
la Biblioteca di Vimercate è stata selezionata fra quattro Biblioteche
nella Provincia di Milano, e questo intervento significa veramente fare
alfabetizzazione informatica. Esiste la questione del collegamento ad Internet,
esiste la questione di dare degli spazi pubblici per imparare a conoscere
questo nuovo strumento che rivoluzionerà il nostro modo di vedere
il mondo e di capire il mondo. Sulla Biblioteca, solo una cosa. Il fatto
che sia stata scelta tra quattro Biblioteche, come uniche quattro Biblioteche
in tutta la Provincia di Milano, non è un caso. Tra l'altro è
una Biblioteca che registra più di 100.000 prestiti annuali, quando
una Biblioteca come quella del Comune di Monza, che non è un
Comune da poco, ne registra 30.000. Questo significa che questa Biblioteca
è una struttura che funziona, è una struttura efficiente,
importante, non è semplicemente una struttura per prestare i libri,
come qualcuno ha detto. Non vedere questa cosa significa davvero chiudere
gli occhi. Io credo che questo dovrebbe essere un patrimonio di tutti da
sfruttare magari in maniera diversa, su cui avere opinioni diverse per
lo sviluppo. Però, prima di tutto, bisogna conoscerlo.
Anche
tramite i metodi con cui si vogliono portare avanti queste iniziative si
capisce qualche cosa. L'esperienza della mediateca è anche l'esperienza
di un gruppo di giovani che partecipa attivamente alla vita del suo paese
dedicando del tempo e crescendo con un certo senso civico. Questa è
un'esperienza che si ripeterà, che noi siamo interessati a sostenere,
come modello di esperienza, e credo che sia una risposta seria a quei bisogni
ed a quell'idea, che noi abbiamo espresso chiaramente nel programma, che
i giovani non debbano essere visti solo come un disagio, ma come una risorsa
su cui puntare.
Ci
sono altre due cose che volevo sottolineare rispetto alla cultura. Sono
due cose forse piccole, ma importanti. Da un lato c'è un impegno
di spesa chiaro per pubblicare la seconda parte del volume Mirabilia Vicomercati,
che è stata una ricerca, una serie di conferenze che si sono tenute
anni fa nel nostro Comune, che hanno portato già ad un primo volume
sull'evoluzione di questo paese nel periodo medioevale. Si tratta, per
chi la conosce, di un'opera di altissimo livello culturale, che ha anche
ricevuto numerosi consensi in questo senso. Non è un fatto da poco,
perché quando si vuole permettere che i giovani vivano come proprio
il territorio, nelle sue specifiche particolarità, bisogna
prima di tutto che lo conoscano e che lo conoscano con opere di valore.
Questo è un impegno importante anche perché quest'opera,
già pronta, è stata in passato non valorizzata: non la si
è pubblicata, non se ne è fatto nulla. Noi, come impegno,
ci prendiamo quello di rilanciare anche questa seconda parte.
Un'altra
cosa, già annunciata in altre occasioni, ed importante da sottolineare,
è che esiste un impegno di spesa rispetto alla questione dell'archivio
della resistenza. Questo non è un fatto da poco, perché abbiamo
parlato di costruire il futuro, di attenzione alle nuove forme di espressione,
ma per costruire il futuro bisogna anche conoscere il passato ed i momenti
cruciali del passato.
Solo
due cose ancora, un po' più in generale. Gli emendamenti al Bilancio
sono un fatto importante. Quando si crede di avere delle risposte alternative
è giusto svilupparle sotto forma di emendamenti, è corretto
ed è rispettoso nei confronti dei cittadini e dei Consiglieri
Comunali, perché capiscano quale prospettiva si vuole seguire, che
cosa si propone di alternativo. Poi gli emendamenti possono essere votati
o non votati, però sono un'occasione non da poco. Mi sembra un po'
facile dire che tutto non va bene, ma non proporre soluzioni alternative,
oppure che a Monza hanno operato bene (cosa che io posso anche credere
e rispettare, però è pur sempre un'esperienza diversa). Io
vorrei sapere che cosa si propone di alternativo per Vimercate. Questa
è una possibilità, anche di comprensione e di confronto politico,
che è venuta a mancare, e non è l’unica possibile risposta,
poiché ci sono altri Comuni in cui la stessa sinistra, in minoranza,
ha presentato numerosi emendamenti, che poi magari non sono passati, però
in questo modo si capisce qual è l'alternativa che si vuole dare
al paese. Quindi mi sembra che giudicare e criticare solo sul piano della
progettualità sia fare un discorso un po’ troppo di superficie.