Consiglio comunale del 25 febbraio 1998: deliberazione n. 12

Presentazione bilancio annuale di previsione 1998, bilancio triennale 1998/2000, relazione revisionale e programmatica 1998/2000eprogrammazione interventi ripartizione gestione del territorio 1998/2000 - discussione

Io mi limiterò a fare un intervento relativo ad una parte specifica di questo Bilancio, visto che gli interventi che mi hanno preceduto, anche da parte della maggioranza, hanno analizzato in maniera chiara, che condivido, l'impostazione finanziaria generale. In questa analisi che io intendevo comunque fare per ragioni di importanza, perché la ritengo abbastanza centrale, probabilmente risponderò anche ad alcune osservazioni del Consigliere Firmo, visto che ha toccato in maniera un po' diversa alcuni elementi che mi premeva toccare. Non si tratterà di un giudizio politico, come ha detto lei prima, ha detto: "Non fatemi il processo". Io vorrei dare delle risposte, vorrei dire la mia opinione. Spero che lei non lo veda come un processo. 

Io credo che entrare anche solo per un momento nel merito della parte che riguarda il capitolo della cultura sia doveroso, tenendo presente un punto fondamentale, che è quello del programma di questa Amministrazione. Io credo che nel momento in cui si fa un Bilancio, sopratutto nel momento in cui si fa il primo Bilancio, bisogna rispondere ai cittadini sul programma con cui ci si è presentati alle elezioni. Io ritengo che questo programma sia un fatto molto importante, sia un patto che è stato siglato con i cittadini, ed è un patto su cui bisogna continuare un dialogo, quindi nulla di immutabile, però bisogna anche mantenere degli impegni e dare delle risposte. Tra l'altro vorrei che su questo progetto, e sulle risposte che a partire da questo Bilancio si iniziano a dare a questo progetto, si venisse giudicati. In sostanza si accusa questa Amministrazione di mancanza di progettualità, mentre io credo che la progettualità in questo programma con cui ci siamo presentati alle elezioni non manchi, e che anzi è stato premiato in questo senso. Credo che quella progettualità sia la progettualità che sta dietro anche al Bilancio di quest'anno, visto che andiamo a realiz­zare alcuni punti di questo programma ed iniziamo a realizzarli. 

Rispetto alla questione della cultura, prima di tutto mi sembra importante sottolineare, come ha fatto notare l'Assessore Auletta, l'aumento di spesa, anche minimo, che in questo settore viene fatto. In un Bilancio in cui vengono fatti dei risparmi, vista la situazione economica, questo fatto è significativo. E' significativo che il settore dei servizi alla persona sia un settore in cui ci sono delle crescite ed è significativo che all'interno di questo settore la cultura e le politiche giovanili vengano a crescere particolarmente rispetto alle altre voci. Questo in un Bilancio significa un impegno. 

Io credo ci siano due punti princi­pali attorno a cui ruota il programma di spesa rispetto alla cul­tura, alle politiche giovanili. Credo che uno di questi punti sia un impegno verso la responsabilizzazione dei giovani. Un impegno verso la possibilità che i giovani possano crescere, esprimersi, e possano crescere, mi verrebbe da dire, per tentativi ed errori, avendo uno spazio di espressione e ten­tando di dare un'immagine alla costruzione del mondo. In questo senso parlo di tutti i giovani, non solo quelli di certe famiglie in con­dizioni famigliari migliori, questo mi interessa dirlo al Consigliere Firmo. Spero che lui, magari venendo ogni tanto nella Bi­blioteca che tanto critica, ma­gari vedendo chi sono i ragazzi che suonano nei numerosi gruppi che esistono nel vimercatese, di cui verremo al punto, scopra ma­gari che non sono solo un'élite. Noi ave­vamo scritto nel programma che la principale richiesta a cui dare ri­sposta era quella di spazi di aggregazione, sia attraverso l'uti­lizzo di locali esistenti e sottoutilizzati, sia pensando a nuovi luoghi per favori­re l'incontro e le produzioni giovanili. Avevamo detto che un impegno particolare doveva essere rivolto all'alle­stimento di una sala prove, con prezzi convenzionati per i gruppi musicali giovanili. Così abbiamo scritto nel programma, e così troviamo nella scheda 6 della programmazione degli interventi di questo primo Bilancio dell'Amministrazione. 

Io capisco che i Consiglieri della nostra minoranza non siano d'accordo con questo programma, altrimenti non si sarebbero presentati in alternativa politica alle elezioni rispetto al nostro programma stesso. Però il programma è un fatto, è un progetto politico, ed almeno, se parliamo di democrazia, ci sia concesso di pensare che noi possiamo intervenire culturalmente in questo modo, e gli altri proporranno altri modi. 

Tra l'altroquesto tipo di intervento va inteso bene, perché una sala prove è uno spazio dove i giovani possono effettivamente creare, non è un ambito in cui esclusivamente divertirsi, ma in cui esprimersi. Occorre saper valorizzare le potenzialità della musica, che è un elemento centrale dell'espressione giovanile odierna, e quindi di intervenire su un problema come quello della partecipazione dei giovani alla vita civica di un paese, dello sviluppo del senso civico e del sentimento del pubblico come qualche cosa di proprio, al passo con i tempi, che risponde sullo stesso piano attraverso cui i gio­vani dialogano, con il linguaggio tipi­co dei giovani. 

Da questo punto di vista anche il progetto, rilevabile dal Bilancio, della settimana della musica ed il mantenimento di iniziative quali quella di Parco Rock, vanno ad aggiungersi ad un complessivo disegno tramite il quale con la musica si permette ai giovani di essere protagonisti, di avere spazi di denuncia, di avere spazi di par­tecipazione, di costruzione responsabile del mondo. Questa è la mia opinione. 

Un altro punto centrale rispetto alle spese di questo Bilancio, dal punto di vista della cultura, è quello di un progetto di alfabetizzazione multimediale. E' un po' limitativo dire che si vengono a spendere dei soldi per collegare la Biblio­teca ad Internet. Bisogna capire perché si fa questo intervento. Fare un collegamento Internet è come comprare una macchina, poi bisogna vedere dove si vuole andare con questa macchina. Io credo che oggi, per parlare di democrazia, come anche l'ONU ha sottolineato recentemente in più di un intervento e di un invito, anche agli enti locali stessi, oltre che agli Stati, la potenzialità dei nuovi strumenti di espressione e di cultura interattivi sia talmente grande che rischia effettivamente di creare delle élite, rischia di creare un nucleo di persone che conosce questi strumenti, che sa utilizzarli, e la grande massa di persone che invece non li conosce. Noi abbiamo fatto una grande battaglia, dico tutti, per l'alfabetizzazione in termini normali,per saper leggere e scrivere, come strumento di partecipazione alla vita, come strumento di capacità critica, di poter capire che cosa succede attorno a noi, al mondo. D’altro canto uno sviluppo così grosso di queste nuove tecnologie può portare questo tipo di alfabetizzazione ad essere uno strumento non più sufficiente per avere spirito critico. Io credo che girare le spalle a queste tecnologie sia un errore di prospettiva gravissimo. Significa far finta che non ci siano e significa lasciare che si sviluppino per la loro strada, significa non dare gli strumenti alle persone per saperli utilizzare in una maniera corretta e per saper capire che cosa succede dietro a questi strumenti, come funzionano, che cosa veicolano, ed anche per perdere uno spazio di professionalizzazione. E' un fatto cruciale anche questo. Io credo che il lavoro del futuro toccherà molto questi spazi. I progetti e le risposte di questo tipo sono notevoli, sono dei progetti chiari e precisi. La mediateca è un nuovo spazio della biblioteca di Vimercate che que­sta Amministrazione continuerà ad impegnarsi a sostenere, non solo economicamente, ed è uno spazio che porta finalmente gli strumenti di cultura come il cinema, la musica, come il vasto mondo delle realtà multimediali ad avere uno spazio dignitoso di cultura, cultura in senso pieno, come le altre forme di cultura. 

Esiste questo progetto di incontri che è già partito, per il quale la Biblioteca di Vimercate è stata selezionata fra quattro Biblioteche nella Provincia di Milano, e questo intervento significa veramente fare alfabetizzazione informatica. Esiste la questione del collegamento ad Internet, esiste la questione di dare degli spazi pubblici per imparare a conoscere questo nuovo strumento che rivoluzionerà il nostro modo di vedere il mondo e di capire il mondo. Sulla Biblioteca, solo una cosa. Il fatto che sia stata scelta tra quattro Biblioteche, come uniche quattro Biblioteche in tutta la Provincia di Milano, non è un caso. Tra l'altro è una Biblioteca che registra più di 100.000 prestiti annuali, quando una Biblioteca co­me quella del Comune di Monza, che non è un Comune da poco, ne registra 30.000. Questo significa che questa Biblioteca è una struttura che funziona, è una struttura efficiente, importante, non è semplicemente una struttura per prestare i libri, come qualcuno ha detto. Non vedere questa cosa significa davvero chiudere gli occhi. Io credo che questo dovrebbe essere un patrimonio di tutti da sfruttare magari in maniera diversa, su cui avere opinioni diverse per lo sviluppo. Però, prima di tutto, bisogna conoscerlo. 

Anche tramite i metodi con cui si vogliono portare avanti queste iniziative si capisce qualche cosa. L'esperienza della mediateca è anche l'esperienza di un gruppo di giovani che partecipa attivamente alla vita del suo paese dedicando del tempo e crescendo con un certo senso civico. Questa è un'esperienza che si ripeterà, che noi siamo interessati a sostenere, come modello di esperienza, e credo che sia una risposta seria a quei bisogni ed a quell'idea, che noi abbiamo espresso chiaramente nel programma, che i giovani non debbano essere visti solo come un disagio, ma come una risorsa su cui puntare.

Ci sono altre due cose che volevo sottolineare rispetto alla cultura. Sono due cose forse piccole, ma importanti. Da un lato c'è un impegno di spesa chiaro per pubblicare la seconda parte del volume Mirabilia Vicomercati, che è stata una ricerca, una serie di conferenze che si sono tenute anni fa nel nostro Comune, che hanno portato già ad un primo volume sull'evoluzione di questo paese nel periodo medioevale. Si tratta, per chi la conosce, di un'opera di altissimo livello culturale, che ha anche ricevuto numerosi consensi in questo senso. Non è un fatto da poco, perché quando si vuole permettere che i giovani vivano come proprio il territorio, nelle sue specifiche parti­colarità, bisogna prima di tutto che lo conoscano e che lo conoscano con opere di valore. Questo è un impegno importante anche perché quest'opera, già pronta, è stata in passato non valorizzata: non la si è pubblicata, non se ne è fatto nulla. Noi, come impe­gno, ci prendiamo quello di rilanciare anche questa seconda parte. 

Un'altra cosa, già annunciata in altre occasioni, ed importante da sottolineare, è che esiste un impegno di spesa rispetto alla questione dell'archivio della resistenza. Questo non è un fatto da poco, perché abbiamo parlato di costruire il futuro, di attenzione alle nuove forme di espressione, ma per costruire il futuro bisogna anche conoscere il passato ed i momenti cruciali del passato. 

Solo due cose ancora, un po' più in generale. Gli emendamenti al Bilancio sono un fatto importante. Quando si crede di avere delle risposte alternative è giusto svilupparle sotto forma di emendamenti, è corretto ed è rispettoso nei confronti dei cit­tadini e dei Consiglieri Comunali, perché capiscano quale prospettiva si vuole seguire, che cosa si propone di alternativo. Poi gli emendamenti possono essere votati o non votati, però sono un'occasione non da poco. Mi sembra un po' facile dire che tutto non va bene, ma non proporre soluzioni alternative, oppure che a Monza hanno operato bene (cosa che io posso anche credere e rispettare, però è pur sempre un'esperienza diversa). Io vorrei sapere che cosa si propone di alternativo per Vimercate. Questa è una possibilità, anche di comprensione e di confronto politico, che è venuta a mancare, e non è l’unica possibile risposta, poiché ci sono altri Comuni in cui la stessa sinistra, in minoranza, ha presentato numerosi emendamenti, che poi magari non sono passati, però in questo modo si capisce qual è l'alternativa che si vuole dare al paese. Quindi mi sembra che giudicare e criticare solo sul piano della progettualità sia fare un discorso un po’ troppo di superficie.