Consiglio comunale del 31 gennaio 2000: deliberazione n. 4

Approvazione bilancio annuale di previsione 2000, bilancio triennale 2000/2002, relazione revisionale e programmatica 2000/2002, elenco annuale dei lavori pubblici anno 2000, programma triennale 2000/2002 e relativi emendamenti 

Io volevo dire solo una breve cosa. A parte che il fatto che, come ha detto molto bene il Consigliere Calderini, l’attenzione politica alle politiche sociali non è data solo dal fatto di aumentare certi fondi ma è una questione di come si utilizzano i fondi, e quindi innanzitutto di rapporti percentuali dei vari capitoli, ma anche poi dai progetti che stanno dentro i diversi capitoli.

Vorrei inoltre aggiungere altre due cose. Una su quella questione dei servizi che sollevava il Consigliere Casati. Già a partire da questa settimana in Commissione alla persona affronteremo il tema del regolamento relativo all’ISEE. Io credo che quella (indipendentemente dalla gratuità o meno) sia la sede per intervenire e decidere quali dovranno essere le politiche di accesso ai servizi che vadano ad agevolare le fasce più bisognose (le fasce più bisognose non solo in termini di reddito da dichiarazione dei redditi, ma di patrimonio economico, quindi realmente più bisognose), e siccome l’ISEE da questa settimana già sarà in discussione, credo potremmo portare avanti un lavoro efficace. 

L’altro discorso tocca motivi - se volete - anche un po’ personali. Io non condivido la cosa che è stata detta sugli emendamenti, ovvero che non possono essere fatti se si rifiuta un bilancio completamente. Non lo dico solo perché tecnicamente si possono fare degli emendamenti che stravolgono un bilancio (quindi se qualcuno ha un’idea politica diversa, la può anche manifestare per via di emendamenti stravolgendo il bilancio), ma anche perché tecnicamente (faccio l’esempio del bilancio dello scorso anno del Comune di Milano) esistono dei gruppi politici che presentano degli emendamenti che stravolgono il bilancio, che giustamente vengono non accettati dall’Amministrazione di taglio politico diverso che amministra in quel momento, ma che comunque dimostrano un disegno politico alternativo nel bilancio e nella gestione delle risorse di una città. 

Non è affatto vero, quindi, che qualora non si approvi completamente un bilancio non si possano fare emendamenti. Un emendamento può rappresentare un’importante canale per esprimere un’idea politica e per tentare, in ogni caso, sebbene in minoranza, di sostenerla.