Consiglio comunale del 19 settembre 1997: deliberazione n. 43

Ordine del Giorno: “Per rinnovare le istituzioni, per la solidarietà, contro la violenza”

Innanzitutto colpisce la posizione del Polo a Vimercate, che non è così dappertutto nel nord Italia. Credo sia noto a tutti che esistono posizioni di amministrazioni del Polo o anche di gruppi di minoranza del Polo differenti. Quello che colpisce è che pur di andare contro le forze sindacali, in questa battaglia di presa di posizione contro il sindacato, si accetti di andare a braccetto con cose difficilmente sostenibili. 

Si è detto che in questo Ordine del Giorno si sono espresse, con poca chiarezza, alcune cose. E' anche stato detto che si vuole fare un attacco violento ed esplicito di regime alla Lega Nord. Io sono convinto che una delle caratteristiche di questo Ordine del Giorno è quello di condannare un certo clima, una certa cultura, indipendentemente da chi la porta avanti, credo sia sotto gli occhi di tutti che in questi giorni siano successi episodi e si ripetano episodi. Il fatto delle sindacaliste assalite, questa mattina, è un fatto recente che non sarebbe stato compreso nell'Ordine del Giorno, ma che viene richiamato da una formula come questa, perché si tratta di un clima generale. Anche il fatto di bruciare bandiere, proporre di bruciare tessere sindacali, di per sé non credo sollevi una questione - come citava Flumiani – di legislazione di fatto.

La gravità di queste cose è a che cosa portano, è il clima che viene creato e che forse sfugge di mano anche a chi poi fa certe affermazioni, anche a chi si comporta pubblicamente in maniera violenta, in maniera provocatoria. 

Non si tratta di una manifestazione di parte, si tratta, innanzi tutto, di una manifestazione di forze democratiche che si sono occupate dei diritti dei lavoratori secondo un criterio di libera associazione dei lavoratori che sono stati attaccati violentemente, pesantemente da una forza politica di questo paese, in maniera che va decisamente oltre le opinioni. Nulla vieta di non essere d'accordo con i sindacati; nulla vieta di non ritrovarsi nelle idee, nei diritti sostenuti, anche nel concetto generale dei sindacati. Credo che non siano stati fatti atti contro la possibilità di esprimersi contrariamente o di istituire sindacati diversi in questo senso.

E' ben diverso però imbrattare le sedi sindacali, cosa che non è successa solo a Varese. E' ben diverso dire che bisogna bruciare le tessere dei sindacati. Che cosa si intende per questo? Per questo si intende annullare chi la pensa diversamente da noi. Questa è una forma di paura e io non dirò di paura padana. E' una paura politica di chi, in questi giorni, ha fatto anche - e parlo in questo caso della Lega - delle marce indietro vistose, rispetto ad un fronte, rispetto a manifestazioni indette e poi ritirate all'ultimo, forse perché per domani erano stati previsti diversi gazebo contro manifestazioni di sindacati poi ritirati; Bossi doveva parlare a Venezia in contemporanea con il Presidente del Consiglio, poi ha rinunciato a parlare. Sono fatti veri questi! Probabilmente perché giustamente si inizia a sentire un clima in questo paese. Forse si è esagerato, si è andati oltre quei principi democratici e in questo senso, quando si scrive una frase come cultura democratica e solidale, non si dice cultura democratica con aggiunti aggettivi limitanti. Cultura democratica e solidale, totalmente nella pienezza della sua parola, non esprime assolutamente un concetto di cultura democratica limitata. Questo credo sia sotto gli occhi di tutti. E' triste, è veramente triste un intervento del Polo in questo senso.

L'asprezza della lotta oggi, questa nuova ideologia padana, questa nuova forma di nazionalismo padano, va contro quelle stesse premesse che erano anche della Lega, premesse di una maggior cultura delle istituzioni come servizi ai cittadini, non come entità sacre divine, ma come qualcosa che serve a rispondere ai bisogni diretti, quindi qualche cosa di funzionale.