
Alcune riflessioni sull'innovazione delle culture a sinistra
“piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una luce”
(Lao Tze)
Nostro
compito peculiare è pensare alla forma politica per il domani. E’ un nostro
compito come persone che hanno scelto di investire una parte significativa della
loro vita per la Politica, che credono nella libera organizzazione di donne e di
uomini accomunati da una comune idea e visione per il proprio Paese, la propria
città, regione, provincia, per il proprio vivere nel mondo.
E’
per alcuni di noi anche un compito generazionale. Ci sentiamo in dovere di dare
una risposta rispetto al coinvolgimento della parte più giovane della società.
Il modello della partecipazione delle masse alla vita delle Nazioni è
semplicemente un modello storico, appartiene ad una storia recente, ad un
periodo storicamente dato e che non esistendo da sempre non è detto che debba
esistere per sempre.
Le
società si trasformano e con loro i modelli di partecipazione ed associazione
delle persone alla gestione del proprio futuro.
Gli
uomini hanno vissuto la più parte della loro storia senza poter esercitare
appieno il loro libero arbitrio, senza poter progettare il proprio essere nel
mondo.
Le
società moderne hanno ancora molto da migliorare nella direzione della
liberazione della persona, della piena emancipazione, della piena realizzazione
delle proprie attitudini.
E
comunque le libertà restano diffuse ancora in un territorio troppo limitato del
pianeta, ad un numero troppo ridotto di individui per potersi dire soddisfatti.
Nel
mondo interconnesso, nel frastuono dell’informazione quotidiana l’afflato di
libertà è persino fievole rispetto al frastuono dei bisogni minimali, dalla
sopravvivenza materiale stessa, che ancora sono negate ad intere fette dell’umanità
E’
dentro questo quadro mondiale, sociale ed esistenziale se vogliamo che ha ancora
senso un bisogno ed un impegno di Politica e di Sinistra. Uno sguardo che sogna
di cambiare il mondo e opera concretamente nel mondo nella direzione di questo
cambiamento.
Crediamo
che questo afflato ideale e non idealista sia tutt’altro che sopito o
minoritario.
Spesso
invece sono minoritarie o inadeguate le strade. Le forme che possano recepirlo,
incanalarlo, concretizzarlo in un impegno di ciascuno e collettivo. Un impegno
che si esercita qui e ora, in ogni luogo, nel proprio ambiente, nel proprio
agire quotidiano. Un impegno che da ogni paese o città in ogni azione può
davvero riguardare il mondo.
E’
compito della Politica dell’oggi dare speranze concrete, possibilità, forme,
canali, indicazione di percorsi a chi sente questo impegno verso il cambiamento
dello stato delle cose, a chi non accetta di stare alla finestra, di recitare il
copione scritto da altri.
Occorre
tenere insieme questo profilo generale perché esso possa essere calato nel
particolare del nostro campo d’azione, perché esso sia l’orizzonte, la
cornice, il quadro di riferimento, generatore di un senso complessivo del nostro
agire quotidiano.
A
questo siamo chiamati ed insieme ad una concretezza che non allontani le nostre
responsabilità in un indefinita complessità per fare ognuno e fino in fondo la
nostra parte.
Guardiamo
allora almeno al nostro partito dentro a questo orizzonte, alle nostre forze di
individui in esso, alle nostre biografie e guardiamo cosa siamo chiamati noi a
fare qui perché abbia un senso dentro questo orizzonte
Pensiamo
il partito dell’oggi e del domani, il partito che sia valido strumento per
intercettare, attrarre ed incanalare quelle energie.
La
solidità dell’oggi non ci permettono di non pensare al domani
Un
analisi dei dati sul flusso del tesseramento nella provincia di Milano come in
Italia. Ci dice che cosa è i “Democratici
di Sinistra” oggi con la freddezza fotografica dei numeri.
Un
grande soggetto di uomini e di donne sì. Ma non più, e irrecuperabilmente
probabilmente, date le proporzioni e leggendo l’andamento di medio periodo, un
soggetto di massa e soprattutto un soggetto generazionalmente sbilanciato,
minoritario soprattutto tra le giovani generazioni. E questa è la condizioni di
quello che, comunque sia, è di gran lunga
il più grande soggetto politico italiano ed il più grande soggetto del
centrosinistra.
Da
qui occorre partire prendendo con lucidità e distacco atto di un situazione che
può dare tranquillità per il presente ma certo non può dare speranze per il
futuro.
C’è
un indubbio ritorno della politica
oggi. Oggi dopo gli anni dei tecnici e dei non politici la comprensione che alla
complessità del mondo occorra rispondere con la complessità della politica, di
un approccio olistico al mondo ed al suo disegno è forte, anche se nuova. Il
mito della semplificazione vacilla e con questo i derivati più immediati:
aziendalismo e tecnicismo. Ma la forza attrattiva della semplificazione non va
sottovalutata. C’è qualcosa di più del rischio di un nuovo populismo
mediatico.
La
politica si fa sentire, anche tra le nuove generazioni, con forza attrattiva
nuova e soprattutto con forme nuove rispetto alle strutture tradizionali.
Molti
ragazzi si chiedono cosa significhi fare politica, ma invece sanno e fanno
volontariato. Regalano ore ed ore del proprio tempo agli altri con impegno e
convinzione nei campi più disparati. Dall’assistenza alla difesa dell’ambiente
all’impegno creativo artistico culturale. Il volontariato laico e cattolico è
un’enorme fenomeno sociale in Italia ed in Europa.
Un'altra
caratteristica sempre più peculiare dell’impegno delle nuove generazioni è
quello che si può chiamare l’impegno per campagne. La disponibilità cioè a
dedicare alcuni periodi, mesi, settimane o anche anni della propria vita ad un
impegno più direttamente politico, con attività tradizionali come riunioni,
discussioni, dibattiti, organizzazione e partecipazione a manifestazioni e
convegni, ma su tematiche specifiche, non occupandosi del tutto, dei vari
aspetti dell’agire politico, ma per temi: la scuola, l’ambiente, l’alimentazione,
la guerra.
Un
comportamento certo comune anche al passato, la cosiddetta ciclicità dei
movimenti, ma oggi forse più caratteristico se si valuta come sempre più chi
è disposto ad impegnarsi anche molto in queste forme di impegno non è poi
disposto a aderire o iscriversi ad un partito.
Queste
forme di partecipazione ci riguardano da vicino, rappresentano bene anche il
comportamento di tanti giovani che sono vicini a noi, che con noi si impegnano
nelle campagne elettorali, nelle feste, ma che difficilmente ritroviamo la sera
nelle sezioni.
Una
modalità di impegno che vede allora al centro il cittadino, il cittadino e non
il compagno. Che vede nella Politica una parte del tutto. Non una forma della
vita ma un pezzo della propria esperienza di vita. Un comportamento che ha forti
connessioni con il fenomeno complesso e di sempre maggiore attualità delle
Liste Civiche locali. Un fenomeno che dobbiamo riuscire a comprendere ed
intercettare. A sentire sempre meno contro di noi e sempre di più vicino,
interconnesso, permeabile verso di noi.
Occorre
sempre più innovare le forme. Riuscire a trovare modi nuovi dello stare insieme
e confrontarsi insieme.
Alla
domanda perché iscriversi? Occorre
oggi più che in passato dare risposte nuove e concrete. Che cosa cambia dal
prima al dopo essere iscritti? Quali impegni? Cosa fare? Quali luoghi?
In
questo senso occorre considerare appieno le conseguenze dell’innovazione
tecnologica. Quale partito nell’era di internet. In cui da casa non solo seguo
in diretta la direzione nazionale e l’intervento del segretario ma partecipare
anche a distanza alle discussioni, alle campagne e volendo persino alle scelte.
Occorre sempre più rendersi conte che Internet non è un mezzo ma un mondo.
Ecco
che allora anche noi dobbiamo investire ancora di più in questo campo. Lavora
sul nostro sito ma non solo. Ragionare sulle modalità con cui utilizzare gli
sms con cui è possibile arrivare ovunque essi siano anche a tutti gli iscritti
che lo volessero. Studiare sempre di più l’utilizzo di forum e di blog,
ragionare insomma appieno sull’e-governement e sulla e-democracy anche nel
partito, con sondaggi periodici, chiusi ed aperti, con periodici invii di
informazione a tutti gli iscritti, delineando in tal senso compiti e ruoli degli
eletti in ogni ambito.
Si
potrebbe pensare all’assegnazione di una mail e password connessa con la
tessera con codici di accesso ad aree riservate. Allo sviluppo periodico di
sondaggi interni sui temi del momento. Alla strutturazione di servizi agli
eletti con centri di raccolta delle delibere e dei provvedimenti e database per
temi che permettano di ritrovarli e riutilizzarli localmente. Offrire anche
online le nostre risorse umane e specificità.
Pensare
quindi a nuovi luoghi non solo virtuali, alla nostra presenza in luoghi “esterni”,
“normali”.
Pensare
all’oggi del giornale murales: bacheche politiche in luoghi pubblici, una sede
centrale di rappresentanza, infopoint nostri nei principali snodi (stazioni,
aeroporti).
Organizzare
i tempi e la certezza delle risposte e del contatto con i nostri eletti con un
canale preferenziale per gli iscritti.
Garantire
con la tessera l’invio di un periodico informativo e di un rapporto annuale
degli eletti direttamente a casa.
Pensare
alla formazione, con corsi gratuiti semestrali per tutti eletti under 30
organizzati dal partito e corsi annuali per tutti i neoletti di qualunque età.
Utilizzare
come professori storici competenti di partito, economisti, sociologi,
comunicatori. Strutturando ed investendo in tal senso in un significativo
dipartimento formazione.
Pensare
a short lessons periodiche via rete e all’annuncio degli appuntamenti
importanti via sms per tutti gli iscritti.
Crediamo
nel partito del domani e siamo per questo convinti che quanto detto riguarda non
solo l’organizzazione ma la sostanza dell’agire politico.
Infatti
è connesso con un fondamentale presupposto, quello di conoscere per deliberare.
Ma non solo.
Occorre,
è forse la funzione primaria di una forza politica, dare strumenti di crescita
culturale e politica e termini di paragone e di confronto con il passato,
di analisi e confronto di esperienze.
Siamo
convinti che la cultura riformista e di governo è maturità politica, senso
della misura, cognizione della complessità del mondo, comprensione che la
politica non è tribuna, non è testimonianza, ma capacità di modificare
concretamente la realtà e che attraverso la formazione e l’informazione e l’esperienza
passa la possibilità di comprendere i meccanismi sostanziali con cui operare.
Oggi il superamento di una diffusa semplificazione delle figure storiche, della
lettura dei processi, delle analisi è particolarmente basilare, occorre
contaminare le culture poiché la contaminazione produce frutti.
In
questo senso vediamo il futuro di un soggetto unico del centrosinistra non come
annullamento, fusione o annessione del passato, tradimento di identità forti
per chi le ha vissuto e le possiede ma di difficile declinazione nell’oggi. Si
tratta di vedere nel centrosinistra non l’orizzonte tattico degli ex che si
alleano ma l’orizzonte di senso del futuro.
Per
questo occorre spiegare i nessi e i punti di contatto delle storie diverse,
superare i manicheismi e far incontrare i diversi pensieri.
Pensare
ad esempio a centri di studio ed elaborazione comuni al centrosinistra, all’organizzazione
di iniziative frutto di una comune analisi.
Esempi
come la bicamerale o gli interventi internazionali mettono in luce
come
l’approfondimento, la preparazione, il superamento delle semplificazioni
costituiscono nodi politici anche cruciali. In molti di questi casi la non
comprensione della situazione determina posizioni dannose agli sviluppi futuri,
anche di impegno e di scelta elettorale.
Spesso
dalla capacità di discernimento possono dipendere i destini di amministrazioni
locali e progetti politici.
E’
compito peculiare della politica e dei partiti la selezione e formazione dei
gruppi dirigenti, di un personale politico qualificato da offrire alla scelta
dell’elettore.
Roberto Rampi - www.robertorampi.it