E se provassimo?

Un po’ da tutte le parti politiche, ma soprattutto da sinistra, ci si lamenta della scarsa presenza dei giovani tanto al voto quanto all’impegno diretto. Il mondo dell’associazionismo e del volontariato è pieno di ragazzi e ragazze che mettono a disposizione il loro tempo per gli altri e per la comunità, che si muovono così su una linea del tutto diversa dall’individualismo o dal cinismo.

Sarà forse perché lì dove agiscono hanno la possibilità di vedere realizzati concretamente i propri progetti tutto sommato con facilità, con una certa agilità di tempi.

Questo è il problema della politica. Tolte le semplificazioni ideologiche, è molto complesso riuscire a trasmettere il senso concreto di un impegno. Ora, il fatto che da un anno un gruppo di ragazzi che abitano in tutto il territorio del Vimercatese si stia riunendo ed incontrando, stia mediando le diverse impostazioni culturali per provare a progettare un tipo di intervento di politiche giovanili che parta direttamente dalla valorizzazione delle risorse di ragazzi e ragazze, è un’occasione importante. Questi ragazzi stanno facendo politica, e la stanno facendo nel senso più stretto del termine. Propongono di spendere alcune delle risorse che oggi si investono per le politiche giovanili, principalmente in attività di sportello e in centri di aggregazione per adolescenti guidati da animatori, anche nella creazione di uno spazio che gli stessi ragazzi, o almeno i più “impegnati” tra essi, possano provare a far funzionare, con spirito pubblico, con senso di apertura e mettendolo a disposizione di tutti gli altri. Può essere che non sia efficace: si farà sempre in tempo a chiudere l’esperienza. Ma occorre provare. È un tentativo di valorizzazione delle risorse giovanili necessario, soprattutto se si crede alla partecipazione attiva dei giovani. Se questo è il loro progetto, le Amministrazioni dovranno rischiare e dar loro fiducia. In caso contrario, inutile lamentarsi che i giovani non si sentano partecipi.