Il casino delle libertà?

A seguito dei recenti risultati elettorali a vari livelli che le forze politiche hanno conseguito si sono potute ascoltare e leggere molteplici considerazioni, soprattutto da parte di esponenti del centrodestra e della Lega. Si tratta di ragionamenti che meritano una seria riflessione soprattutto perché, non va dimenticato, si tratta di persone che vorrebbero ambire al governo della città e che in ogni caso, pur in minoranza, fanno parte di un organo come il Consiglio Comunale che ne dà le direttrici amministrative. La considerazione sui dati elettorali e sulla situazione specifica di Vimercate nel contesto della Regione e del Paese sicuramente meriterebbe una certa attenzione, tuttavia senza scendere in molto discutibili valutazioni sui flussi, quello che resta come fatto sono la considerazioni e i ragionamenti che si sono mossi nell’attuale opposizione.

Credo sia noto a tutti che Forza Italia abbia rivendicato la “paternità” del prossimo Sindaco di Vimercate. Questo non solo, a me sembra, nei confronti dell’attuale maggioranza, ma anche rispetto ai suoi alleati, che del resto non si sono infatti dimostrati molto contenti della sorpresa. Inoltre, anche sulle alleanze, abbiamo assistito ad un quantomeno interessante ragionamento per cui coloro che fino a poco tempo prima erano avversari, acerrimi a livello locale, si sono di colpo, grazie a prospettive nazionali, ritrovati convinti dalla stessa parte senza il tempo di discussioni sui programmi e sugli uomini per Vimercate.

Ma soprattutto chi avesse l’opportunità di conoscere le scelte ed i comportamenti dei gruppi della minoranza di centrodestra in Consiglio Comunale, scoprirebbe che raramente vi sono posizioni comuni, non solo, ma che Lega, Forza Italia e Alleanza Nazionale spesso si esprimono in maniera molto diversa sui vari punti di discussione e che persino all’interno dei tre gruppi emergono differenze significative al momento del voto.

Certo si tratta di libertà di pensiero, ma da chi porta avanti un disegno politico si presuppone che le singole libertà di pensiero si siano incontrate su comuni prospettive amministrative che orientino i rispettivi voti.

In sostanza quello che oggi non si capisce a Vimercate è se ad un centrosinistra che agli occhi di tutti ha dimostrato di nascere sull’analisi comune di quello che occorre a Vimercate e si è dimostrato per questo molto compatto, si contrapponga un centrodestra di maniera, ideologicamente unito dall’attacco a fantasmi non ben identificabili e tuttavia diviso nella sostanza. L’allargamento dell’accordo alla Lega aumenterebbe i margini di questa impossibile cooperazione. Ma credo che ancor di più in quattro anni quello che non si è visto è l’emergere nelle sedi opportune di proposte amministrative forti, alternative a quelle di chi oggi governa.

E se è vero che l’opposizione non deve certo principalmente contribuire con proposte al governo della città ma ha un compito di controllo, tuttavia non è possibile, e in molti Comuni succede diversamente, che non evidenzi almeno nei momenti cruciali delle scelte amministrative orientamenti alternativi riconoscibili. Qualcuno certo qualche tentativo l’ha fatto, ma anche qui ciò che è certo mancato, è l’unità d’intenti tra le diverse forze dell’odierna minoranza. Che lo si voglia credere o meno, questo ragionamento non vuole certo essere una pagella, né tanto meno si vogliono fare i conti in casa d’altri, ma Vimercate ha il diritto di scegliere i propri amministratori a partire dalla certezza dei programmi proposti e non sulla base e sulle conseguenze di accordi nazionali che, validi o meno a quel livello, non possono ideologicamente essere riproposti a tutti gli altri.

Certo, come sempre, sarà il cittadino a valutare e lo farà a partire dai fatti concreti.