Mosca: le chiese riemerse

Il libro di Armando Sala, nuova offerta editoriale che nasce nel nostro territorio e che sembra, per il livello dell’operazione editoriale, destinata a non fermarsi nella nostra zona, non può certo dirsi un brutto libro. 

Ricco di immagini bellissime e anche abbastanza sconosciute, basato su una documentazione non superficiale e impreziosito dalla grafica e dalla cura editoriale che sono caratteristiche dell’Editore Bellavite e della sua attenzione particolare al territorio, varrebbe indubbiamente la pena di essere acquistato. Varrebbe la pena se un improvviso impeto ideologico non avesse trasformato le prefazioni in una crociata vetero-anticomunista di primissima portata. 

La crociata contro un nemico che non c’è, di per sé sarebbe già un’azione piuttosto divertente, ma la cosa più spassosa è che la ricerca storico-artistica delle pagine interne contraddice gli stessi autori delle prefazioni, dimostrando che il mito negativo del regime cattivo che violenta gli edifici di culto resta solo, per l’appunto, uno sbiadito mito. Non solo le chiese furono sostanzialmente conservate, ma destinate a funzioni di prestigio e restaurate. Non è assolutamente il caso di aprire il dibattito sulla scelta di un regime che aveva abolito la libertà di culto (e che questo sia sbagliato non ci sono dubbi… bisognerebbe spiegarlo a Bossi), di destinare ad altre funzioni gli edifici di culto. Ma lo stesso libro dimostra che le chiese non furono abbattute né destinate a funzioni umilianti (per lo più divennero musei). 

Non si capisce questa caduta di stile in un’opera che poteva essere di grande valore. Forse in questo Paese la visione distorta della politica e un nuovo revisionismo pronto a restaurare una guerra ideologica, oggi altrimenti veramente improponibile, sono riusciti a danneggiare definitivamente anche questa proposta editoriale nata in Brianza.