persone
che lasciano il segno
La
mattina del 2 novembre 1975 a Ostia, nella zona dell’idroscalo, venne ritrovato
il corpo di Pasolini, poeta, scrittore e regista, forse l’intellettuale
più amato e più odiato nell’Italia di quegli anni, forse
uno dei più completi e dei meno approfonditi personaggi della cultura
italiana.
Pasolini
non è stato solo un grandissimo uomo di arte, ma anche uno che con
notevoli capacità di anticipazione ha saputo utilizzare tutti i
diversi mezzi espressivi in una ricerca artistica complessa e coraggiosa
nelle radici e nella profondità delle basi più nascoste della
nostra cultura di occidente, con grandi risultati dal punto di vista artistico
ma anche circa l’approfondimento conoscitivo culturale.
Pasolini
era un intellettuale completo, a tutto tondo, cosciente delle trasformazioni
radicali che avrebbero investito di lì a poco un Paese ancora in
piena fase di inurbamento e tecnologizzazione; cosciente di come le ataviche
basi del vivere degli italiani, quelli ancora da fare una volta fatta l’Italia,
sarebbero state travolte dai cambiamenti di “massa” della nuova società
e delle nuove regole, che per la prima volta non avrebbe coinvolto solo
un’elite. Occorreva scoprire le radici delle nostre culture europee per
evitare che la disgregazione delle abitudini secolari creasse un senso
di vuoto, di non appartenenza e un individualismo assoluto che infatti
sempre più ha preso e sta prendendo il sopravvento. Un benessere
crescente, la possibilità di cambiamento positiva, slegarsi da abitudini
radicate e apparentemente immutabili, nascondeva agli occhi lucidi di Pasolini
il retro della medaglia di un dissolvimento di ogni senso d’appartenenza.
Oggi
noi ci troviamo nel pieno di questo bivio strutturale. Per capire questo,
ma soprattutto per uscire dalla semplificazione di un archivio del tempo
che costringe una figura complessa e completa come quella di Pasolini ad
un ruolo di stereotipo per ragioni politiche o per scelte sessuali, è
già da tempo all’ordine del giorno uno studio più approfondito
della sua opera letteraria e filmica a partire dal mondo dell’istruzione.
A
Vimercate l’Associazione Fonendoscopio sta progettando per il mese di novembre
un incontro con il regista Marco Tullio Giordana (I Cento Passi, Il
delitto Pasolini) e Gianni Canova che approfondisca appunto la figura
di poeta, di regista cinematografico, di intellettuale ed anche il caso
giudiziario (tanto per cambiare) che si cela ancora dietro la sua morte.