AVANTI CON LA PARTECIPAZIONE, GARDANDO A GIOVANI E STRANIERI
In Comune – Anno IV n° 9 – 7 novembre 2006
Perché l’Amministrazione, confermando le scelte della precedente
legislatura, vuole continuare sulla strada della Partecipazione?
La Partecipazione vuole ovviare a un deficit di rappresentanza che tutti constatiamo.
La legittimità del voto resta, ma c’è una differenza tra
legittimità e rappresentatività.
Come giudicate le esperienze partecipative finora sperimentate a Vimercate?
Ci sono stati dei buoni momenti, ma un po’ estemporanei. Era l’inizio
di un percorso: noi continuiamo, migliorando e cambiando.
Un problema documentato della Partecipazione, non solo a Vimercate, sono
i numeri. Coinvolgere i cittadini non è facile: quali possono essere
le soluzioni?
Ci vuole più informazione, più mirata. La società, in questi
anni, si è molto individualizzata: i cittadini rispondono meglio a campagne
tematiche, chiare, piuttosto che ad argomenti di carattere generale.
Formare la cittadinanza alla Partecipazione: E’ possibile?
I cittadini devono acquistare consapevolezza sul funzionamento della macchina
comunale. Da parte dell’ente, invece, occorre una forte cultura della
trasparenza, che al momento manca.
L’Amministrazione dice che la Partecipazione inizia in Comune, tra
Giunta e lavoratori. A che punto siamo?
Siamo a un punto di svolta. Spazio Città, in questo senso, è stata
una straordinaria esperienza di riorganizzazione del lavoro in Comune. Ha riorientato
il nostro agire verso i bisogni del cittadino. In altri ambiti, invece, la prassi
partecipativa è mancata: pensiamo alla riqualificazione dell’area
ex Bassetti. Ora, con le grandi trasformazioni in programma per Vimercate, ci
attendono altri momenti di verifica.
Aprirsi ad altre esperienze di Partecipazione: la Rete del Nuovo Municipio
può essere un’opportunità?
Proviamo a capire cosa possiamo imparare dalle altre esperienze.
Bilancio partecipativo, consulte di quartiere, Agenda 21. La Partecipazione
a Vimercate, finora, è stata legata a questi ambiti. Cosa si può
fare ancora?
Abbiamo un preciso indirizzo di mandato: è prioritario il coinvolgimento
di stranieri, giovani, bambini. Stiamo studiando le forme per dare rappresentanza
a chi, in questo momento, non ne ha.
Spazio Città e Partecipazione: quali legami?
Come ho già detto, da questo punto di vista è un esempio da estendere
agli altri settori del Comune.
Quale può essere, in ottica partecipativa, il ruolo delle numerose
associazioni presenti sul nostro territorio? E quale quello dei partiti politici?
Associazioni e partiti devono essere interlocutori privilegiati del Comune,
perché si tratta di persone che già si impegnano per la città.
Dovremmo fare una riflessione su chi, nell’ottobre del 2005, ha votato
alle primarie dell’Unione: sono cittadini che hanno espresso un chiaro
desiderio di partecipazione. Come possiamo coinvolgerli?
Parlando del nuovo rapporto che la Partecipazione instaura fra cittadini
e amministratori, Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, ha coniato
la frase “Toglietemi potere”. Quale dovrebbe essere il ruolo degli
amministratori? Arbitri del dibattito partecipativo o parti attive e dialoganti?
Lo slogan di Vendola mi piace molto, anche se c’è poco potere da
togliere: il vero potere è la rappresentanza, che arriva proprio dai
cittadini. Noi amministratori siamo parti attive e dialoganti della Partecipazione.
Dobbiamo studiare momenti diversi, nuovi, nei quali mettere in discussione la
nostra delega con gli elettori. Nel fare politica sono fondamentali la disponibilità
e lo spirito di servizio nei confronti dei cittadini. Poi, certo, l’Amministrazione
deve arrivare a delle scelte.