Una riflessione su partecipazione e rappresentanza.
poi sentitezzato nell'editoriale di Vimercate Oggi - novembre 2006
A chi fa politica si chiedono risposte semplici e concrete, che abbiano però la capacità di rispondere a bisogni grandi, a progetti di respiro per una Città e per una Comunità.
La nuova Amministrazione Comunale ha posto tra gli obiettivi del suo mandato quello di proseguire e rafforzare le esperienze delle Consulte, del bilancio partecipato, di Agenda 21 rivedendo però gli ambiti di competenza, i metodi di formazione della rappresentanza e la loro regolamentazione, e sperimentando forme di partecipazione “per temi” (ambiente, centri storici, manutenzioni... ).
Questa esigenza nasce dalla crisi di rappresentanza che ha colpito la nostra società tutta negli almeno negli ultimi 10 anni. Una crisi che ha origini complesse e che in ultima analisi riguarda la complessiva individualizzazione del modo di vivere, dei tempi, degli orari, dei mestieri del mondo moderno.
Certo che è nostra opinione che occorra avere creatività e fantasia per immaginare una maggior capacità di rappresentare in maniera forte i cittadini, superando l’esclusivo momento della delega che, pur importante e legittimante, non basta a chi desidera attuare fino in fondo lo spirito e la pregnanza della nostra democrazia.
In questi primi mesi di governo il lavoro in questo senso ha impegnato molte energie ed ha cercato di svilupparsi secondo tre direzioni logiche che devono necessariamente rimanere collegate.
Da un lato si è aperta una riflessione ed un confronto tra le persone impegnate nella Giunta, in grandissima parte nuove, per condividere un’idea e una proposta di partecipazione da proporre al Consiglio Comunale e alla Città.
Dall’altro si sono aperti diversi tavoli di ascolto a partire proprio da chi in questi anni recenti aveva sperimentato le forme di partecipazione fin qui realizzate: i cittadini impegnati nelle consulte, quelli che nella fase precedente e successiva al voto avevano stimolato i candidati sindaco a rafforzare i processi partecipativi. Un’attività di ascolto delle proposte metodologiche perché se la partecipazione è l’obiettivo anche la sua realizzazione deve essere in primo luogo partecipata.
Proiettare, dunque, le consulte innanzitutto dalla condizione di “soggetti esterni”, che non partecipano al processo di costruzione della decisione, a “soggetti coinvolti”: la chiave di volta di questo progetto è costruire insieme ad esse un quadro di regole che valgono per tutti, per tutto il sistema, per tutti gli attori delle attività decisionali. Le consulte, dunque, giocheranno un ruolo veramente importante, e con esse saranno coinvolti i giovani, gli stranieri, l’imprenditoria locale.
E a questo proposito occorre fare una revisione del Regolamento delle consulte, per modificarlo e aggiornarlo laddove opportuno, promuovendone una evoluzione verso un più ampio Regolamento degli strumenti partecipativi da proporre a inizio anno alla discussione del Consiglio Comunale.
Contemporaneamente si è avviata una fase di responsabilizzazione della struttura comunale, dei dipendenti del Comune, a partire dal Direttore Generale, dando loro come obiettivo di metodo e di merito lo sviluppo delle pratiche partecipative.
Questo è uno snodo fondamentale. Infatti la partecipazione deve divenire una pratica ordinaria di tutta la macchina comunale, un processo che come molti che già sono abitudini consolidate, diventa un metodo di lavoro imprescindibile per chi opera in Comune.
Perché questo avvenga è indispensabile che si sviluppi un cambio di metodologie di lavoro analogo a quanto avvenuto per Spazio Città negli ultimi anni: un esempio di come la macchina comunale di Vimercate ha saputo cambiare e cambiarsi nella direzione di migliorare l servizio nei confronti dei cittadini. Un processo analogo deve avvenire con le pratiche partecipative e proprio dai buoni risultati di Spazio Città intendiamo partire.
Una particolare attenzione si è poi dedicata ad individuare le forme di coinvolgimento dei giovani e dei cittadini stranieri. Questo perché riteniamo che questi gruppi di persone siano per diverse ragioni esclusi da molti dei processi di coinvolgimento e di decisione della comunità cui appartengono. Cittadini come tutti, a pieno titolo, sono però ancor meno protagonisti delle iniziative, dei servizi, dei tempi della Città.
Partecipazione significa poi rinvigorire delega verificandola periodicamente
con i cittadini nei momenti nei quali si costruiscono e si assumono le decisioni
chiave per il governo della Città nelle sue diverse occasioni: l’utilizzo
del territorio e lo sviluppo delle attività di cultura, i servizi alle
persone e la diffusione dello sport, la regolamentazione delle istituzioni cittadine
ed il sostegno alla integrazione dei migranti, la cura dell’ambiente ed
il sostegno alle politiche per il lavoro, per fare qualche esempio.
Partecipazione, dunque, come condivisione tra cittadini e istituzioni dell’impegno
civile per lo sviluppo sostenibile della Città.
L’obiettivo condiviso a questo punto è dunque quello di attuare
e praticare un concetto di partecipazione come valore aggiunto di ogni attività
del comune e non più solo limitata ad alcuni appuntamenti nell’anno.
Si può pensare di caratterizzare Vimercate come “Città
della Partecipazione”, rendendo il concorrere dei cittadini alla costruzione
delle scelte amministrative, agli orientamenti culturali e valoriali della città,
un fattore non più limitato ad alcuni, ancorché importanti, momenti
della vita cittadina ma tramutandolo in una componente stabile ed ineliminabile
del processo decisionale.
Si pensa ad un cittadino chiamato ad esprimersi e a supportare gli orientamenti dell’Amministrazione, esprimendo la propria fantasia e ricchezza culturale nel costruire le scelte: lo sforzo deve portare ad istituzionalizzare i passaggi, i momenti e le attività della partecipazione. Formalizzarli e disciplinarli, per superare qualsiasi possibile spontaneismo, per fugare il pericolo che i momenti di partecipazione diventino happening autoreferenziali.
E’ possibile lavorare infine per una maggior interattività del sito comunale attivando, per esempio, la fruizione di servizi a distanza Nuovi servizi inoltre si potrebbero erogare attraverso la posta elettronica certificata, i pagamenti elettronici, la comunicazione via SMS.