A proposito di Referendum, Margherita, e di quanto sta viaggiando nella rete…..

A proposito di Referendum, Margherita, e di quanto sta viaggiando nella rete…..

E' difficile, almeno per me, fare delle considerazioni così approfondite senza il valore dello scambio diretto e verbale che permette di soffermarsi, ritornare, spiegare meglio.

In ogni caso ho l'impressione che ci siano alcuni elementi molto pesanti e un po' fuori dagli schemi abituali di analisi da considerare.

Innanzitutto mi sa che siamo arrivati al dunque sull'idea moderna di democrazia.

Voglio dire che delle volte noi crediamo che le forme statuali e di rappresentazione del potere cui siamo abituati siano statiche ed immutabili del tempo, ma a ben guardare solo i nostri genitori sono finora nati e cresciuti nella Repubblica che oggi conosciamo. Già i nostri nonni sono nati e cresciuti in un regime diverso per forme, strutture, confini.

In quale sistema nasceranno i nostri figli.

Noi dovremmo saperlo pensare, progettare e costruire, così come fecero quei nonni un po' nostri e un po' meno che, da Gramsci a De Gasperi, pensarono e costruirono, chi più e chi meno, la forma statuale attuale.

Dovremmo ad esempio disegnare un’idea forte di Europa, quella che è mancata e che, proprio per la sua assenza, per la sua vaghezza e debolezza, è stata rifiutata mi sembra nelle consultazioni, ancora una volta popolari, in Francia e Olanda.

Ho l'impressione che questo referendum sia stato un punto di non ritorno che chiude definitivamente una stagione di partecipazione di massa alla politica, fatta di luoghi fisici, di riunioni, di assemblee, di carne , di contatti.

Un processo già sviluppatosi a lungo negli ultimi 10 anni almeno. Il peso crescente delle leadership in tutti i partiti, in tutti i paesi. L'accelerazione e globalizzazione dei processi decisionali, i mezzi di comunicazione di massa hanno trasformato la democrazia. Il Paese che ha votato o non votato consapevolmente è una minoranza attiva, partecipe, informata.

La maggior parte del Paese delega, sceglie per sensazioni, idee semplici, grandi rappresentazioni. Credo che il Paese ci abbia detto che non è compito suo, che rifiuta la democrazia diretta. Credo che si stia consolidando l'idea di elite specializzate che devono decidere, fare, e poi possono al limite essere giudicate.

La critica più significativa sul fronte dei si potenziali e mancati che mi ha colpito: molte persone non sono in grado, non hanno gli strumenti per decidere da sè cosa fare in situazioni cosi delicate. ( Non decidere cosa votare al referendum, ma proprio cosa fare del proprio corpo)

E' un'idea che mi mette la pelle d'oca, ma che non possiamo rigettare e basta. 

Attenzione, io credo che dobbiamo nelle analisi uscire dal nostro punto di vista di persone impegnate, di addetti ai lavori. Leggere in chiave di sinistra e cattolici, di DS e Margherita.

Ho incontrato tanti cattolici attivi e praticanti che hanno votato e votato si. Io credo che la lettura più profonda invece sia tra quello che hanno deciso di fare le elite, di destra e di sinistra, cattoliche o laiche, e quello che non hanno deciso, hanno rifiutato, le "masse".

Se è così è su questo che occorre riflettere. Ricordava ieri Lanfranco Turci che la Politica, scritta così, non può solo rappresentare, ma deve porsi l'obiettivo di orientare, avere un disegno di progetto da proporre al Paese.

E' quello che credo abbiamo tentato di fare noi, ma anche Gianfranco Fini. Costruire il Paese che vorremmo. E anche il Paese praticabile per noi.  E' il contrario di quello che è intimamente Berlusconi, un uomo che cerca di conformarsi ai desiderata, ma è anche il contrario di quanto fatto da Rutelli.

Praticabile anche come prospettiva, per non richiuderci, dieci anni dopo, noi come fini, in un angolo, su di un lato dello schieramento politico.

Il punto ora è spersonalizzare queste immagini. Io non credo che il dibattito stretto sulle tradizionali famiglie italiane ed europee della politica dia risposte sufficienti. Socialisti, liberali, cattolici. Oggi si trovano in entrambe le coalizioni. Ma guardiamoli bene. Cosa sono i socialisti in Europa? Molte cose diverse, E i liberali e i cattolici possono essere conservatori o progressisti, sociali o liberisti ....

E' sull'idea di Politica per questo millennio, sulle forme tutte da inventare della partecipazione e della rappresentanza, sui grandi assi valoriali e progettuali che possano interessare le "masse" per il futuro che credo occorra ragionare. E anche sui luoghi nostri in cui discuterne .....

Sono solo degli spunti ….

R. Rampi