Ordine
del Giorno per “Patto per la pace” con un Comune Saharawi
Ognuno
ha ricevuto copia dell’O.d.G. È un lavoro che da un po’ di tempo
abbiamo fatto su questa problematica, anche grazie alla partecipazione
di una persona di Vimercate, un giornalista professionista che si occupa
dell’Africa e che ha seguito negli ultimi periodi questa realtà
del Saharawi. Abbiamo fatto con lui una serie di incontri e abbiamo deciso
di proporre all’O.d.G. in Consiglio Comunale questa problematica, anche
pensando di non inseguire per una volta i fatti di cronaca. Non c’è
quindi nessun fatto di cronaca che ci porta a preoccuparci di questa zona,
un fatto di cronaca imminente, però la situazione, nota, è
una situazione che si prolunga da diversi anni.
Sostanzialmente
l'O.d.G. propone tre interventi. Uno è di carattere strettamente
economico/umanitario, cioè prende in considerazione anche questa
realtà come una di quelle su cui si possa intervenire con quel fondo
per la cooperazione internazionale che l’anno scorso il Comune di Vimercate
ha deciso di mettere a bilancio. Sarà poi presa in considerazione,
nel corso dell’anno 2000, la possibilità di usare una parte di questo
fondo anche per questa realtà.
Un
altro aspetto è sostanzialmente legato alla sensibilizzazione, anche
informativa, alla conoscenza di un problema come questo che, forse anche
perché, fortunatamente, non ci sono fatti di terrorismo particolarmente
eclatanti, viene purtroppo un po’ dimenticato. Nella speranza che non si
sia costretti a fare atti di violenza per essere considerati, sembrava
giusta una sensibilizzazione anche in questo senso.
La
terza questione è quella di un segnale politico di preoccupazione
per una realtà come questa, che può sembrare una cosa un
po’ troppo grande per un Comune, ma nella realtà molti Enti Locali
italiani (Comuni, Regioni e Province) già da anni stanno lavorando
in questo senso. Hanno patti di amicizia come quello che proponiamo noi,
hanno attenzione per questa questione e impegno verso questa realtà
(lo scorso 10 ottobre si è tenuta la prima riunione di tutti questi
Enti Locali del Comune di Firenze).
È
una situazione che può avere una soluzione imminente: nel corso
del 2000 è previsto un referendum, dopo una serie di rinvii che
toccano gli otto anni. Probabilmente una certa attenzione in questa fase
può anche aiutare concretamente questa realtà, anche per
non arrivare - senza allarmismi, però - a realtà come quella
di Timor, dove poi si scopre che esistono queste zone quando ormai la situazione
è degenerata e non si sa più bene che cosa fare. Sostanzialmente
la proposta è questa.
Volevo
solo dire un’altra cosa. Mi è stato chiesto di spiegare come potrebbero
essere formulati interventi di questo tipo, cioè se esiste la possibilità
di farli direttamente in contatto con la popolazione. La cosa è
possibile, perché il popolo Saharawi ha un’organizzazione statuale
riconosciuta dall’ONU, quindi esistono proprio delle forme di collaborazione
diretta con i Comuni. La questione del che cosa fare concretamente è
un problema che si analizzerà poi in fase di decisione nel corso
del prossimo anno, e comunque c’è la possibilità, visto che
c’è una rappresentanza italiana del popolo Saharawi, di collaborare
con loro e di avere tutta una serie di materiale informativo. Sono disponibile
per eventuali quesiti.