Consiglio comunale del 28 ottobre 1999: deliberazione n. 84

Ordine del Giorno per “Patto per la pace” con un Comune Saharawi

Ognuno ha ricevuto copia dell’O.d.G. È un lavoro che da un po’ di tempo abbiamo fatto su questa problematica, anche grazie alla partecipazione di una persona di Vimercate, un giornalista professionista che si occupa dell’Africa e che ha seguito negli ultimi periodi questa realtà del Saharawi. Abbiamo fatto con lui una serie di incontri e abbiamo deciso di proporre all’O.d.G. in Consiglio Comunale questa problematica, anche pensando di non inseguire per una volta i fatti di cronaca. Non c’è quindi nessun fatto di cronaca che ci porta a preoccuparci di questa zona, un fatto di cronaca imminente, però la situazione, nota, è una situazione che si prolunga da diversi anni. 

Sostanzialmente l'O.d.G. propone tre interventi. Uno è di carattere strettamente economico/umanitario, cioè prende in considerazione anche questa realtà come una di quelle su cui si possa intervenire con quel fondo per la cooperazione internazionale che l’anno scorso il Comune di Vimercate ha deciso di mettere a bilancio. Sarà poi presa in considerazione, nel corso dell’anno 2000, la possibilità di usare una parte di questo fondo anche per questa realtà.

Un altro aspetto è sostanzialmente legato alla sensibilizzazione, anche informativa, alla conoscenza di un problema come questo che, forse anche perché, fortunatamente, non ci sono fatti di terrorismo particolarmente eclatanti, viene purtroppo un po’ dimenticato. Nella speranza che non si sia costretti a fare atti di violenza per essere considerati, sembrava giusta una sensibilizzazione anche in questo senso.

La terza questione è quella di un segnale politico di preoccupazione per una realtà come questa, che può sembrare una cosa un po’ troppo grande per un Comune, ma nella realtà molti Enti Locali italiani (Comuni, Regioni e Province) già da anni stanno lavorando in questo senso. Hanno patti di amicizia come quello che proponiamo noi, hanno attenzione per questa questione e impegno verso questa realtà (lo scorso 10 ottobre si è tenuta la prima riunione di tutti questi Enti Locali del Comune di Firenze).

È una situazione che può avere una soluzione imminente: nel corso del 2000 è previsto un referendum, dopo una serie di rinvii che toccano gli otto anni. Probabilmente una certa attenzione in questa fase può anche aiutare concretamente questa realtà, anche per non arrivare - senza allarmismi, però - a realtà come quella di Timor, dove poi si scopre che esistono queste zone quando ormai la situazione è degenerata e non si sa più bene che cosa fare. Sostanzialmente la proposta è questa.

Volevo solo dire un’altra cosa. Mi è stato chiesto di spiegare come potrebbero essere formulati interventi di questo tipo, cioè se esiste la possibilità di farli direttamente in contatto con la popolazione. La cosa è possibile, perché il popolo Saharawi ha un’organizzazione statuale riconosciuta dall’ONU, quindi esistono proprio delle forme di collaborazione diretta con i Comuni. La questione del che cosa fare concretamente è un problema che si analizzerà poi in fase di decisione nel corso del prossimo anno, e comunque c’è la possibilità, visto che c’è una rappresentanza italiana del popolo Saharawi, di collaborare con loro e di avere tutta una serie di materiale informativo. Sono disponibile per eventuali quesiti.