Una riflessione su storia locale, tradizione, identità, integrazione.

  dalla prefazione al volume Vimercate da cartolina Comune – dicembre 2006

 

Il volume che qui presentiamo alla Comunità ha potuto vedere la luce grazie alla preziosa attività di raccolta e selezione dei materiali realizzata in questi anni dall'Ufficio Cultura e dal gruppo di lavoro del Museo del Territorio, grazie alle tante donazioni di singoli cittadini o collezionisti che hanno nel tempo raccolto le bellissime cartoline, che costituiscono oggi il fondo sempre in crescita dell'archivio comunale, di cui quelle qui presentate sono un pur ricco e rappresentativo assaggio, e grazie agli importanti sostenitori privati che hanno finanziato la pubblicazione del volume.

Vimercate da cartolina rappresenta una storia per immagini di Vimercate. Le immagini sono la forma più immediata, diretta, emotiva, di raccontare il passaggio del tempo. Una forma molto moderna, se il secolo appena trascorso può ben essere classificato come il secolo del cinema e della fotografia, forse le due più importanti innovazioni nel campo dell'arte e della comunicazione, che hanno cambiato il modo di percepire il mondo, e quindi di vivere, di ognuno di noi. Eppure le immagini sono anche la forma più antica di raccontare gli eventi e il passare del tempo, dai disegni delle caverne fino ai cicli pittorici delle chiese medievali che raccontavano, e raccontano tuttora, la fondazione della città, la vita del santo e con essa la vita di quella comunità.

In questo senso, nel solco di una positiva tradizione che ha permesso in questi anni di raccogliere e rendere pubbliche ogni anno parti significative della nostra storia locale, questo volume è un importante nodo di una rete che ha come obiettivo la valorizzazione dl nostro patrimonio storico- artistico.

La riscoperta delle nostre origini e la valorizzazione delle nostre tradizioni, ben lungi dall'essere una forma di chiusura su se stessi e di nostalgia del bel tempo che fu, è invece l'elemento strategico di politica culturale che ci permette di posizionarci, come Città, come territorio e come Paese, in un mondo globale, aperti verso le altre culture, disponibili alla contaminazione, ma forti del nostro bagaglio, del nostro punto di vista. Più capaci di capire gli altri perché consapevoli di quello che siamo, perché consapevoli che la trasformazione, l'incontro, sono continuamente presenti nella nostra storia.

Nessuna identità è immobile e pura se la guardiamo nella dimensione storica. La speranza e il sogno per il futuro, per scongiurare i conflitti di civiltà, non può risiedere in una globalità insipida, un mondialismo conformista e conformizzante. Piuttosto una tavola ricca di molti sapori diversi, di molte tradizioni che si incontrano, convivono, si rispettano, si arricchiscono e ne generano di nuove.

Di questo parla questo libro. Lo fa con un linguaggio, quello delle cartoline, particolarmente semplice e popolare. Ed è proprio una storia popolare che si vuole qui raccontare. Non i grandi eventi della storia, ma le trasformazioni che questi grandi eventi, le guerre, i cambi di regime, hanno portato alla vita di tutti i giorni, alla vita degli umili, dell'uomo della strada. Come cambiano le tipologie costruttive, i nomi delle vie, delle piazze, degli edifici, come persistono gli snodi chiave della Città: le ville, il ponte, le piazze, le frazioni, l'ospedale. Le cartoline che un viaggiatore del passato invia a noi che siamo rimasti a casa per raccontarci le sue esperienze, le storie e i luoghi che vede. Una sorta di album di famiglia collettivo di quella grande famiglia che è Vimercate, il vimercatese, la nostra comunità .