Consiglio comunale del 29 novembre 1999: deliberazione n. 91

Soggiorni climatici anziani – approvazione regolamento comunale di erogazione contributo economico

Innanzi tutto intervengo per esprimere il nostro voto favorevole e, vista l’illustrazione dell’Assessore, avrei evitato di commentare, ma visti gli interventi successivi, mi sento di dire alcune cose che abbiamo già detto in Commissione. 

Innanzitutto credo che la prima valutazione da fare rispetto alla validità, dal punto di vista sociale, di un intervento di questo tipo sia riflettere sull’entità delle somme di reddito per le quali il Comune interviene in termini di contributo: in questo modo ci si rende conto che non si va a regalare le vacanze a chiunque, ma che, limitatamente ad un certo tipo di impiego del tempo, limitatamente a certi tipi di reddito che in ogni caso sono redditi molto bassi, si va a tentare di permettere anche a queste persone di avere una occasione per trascorrere del tempo in luoghi positivi per la cura della propria salute. In questo senso si può interpretare anche la limitazione, in termini di tempo, del periodo dell’anno a cui circoscrivere i soggiorni, delle possibili località in cui si intende andare. 

Relativamente al discorso della valutazione di patrimonio a famiglia è noto, e questa è una politica che il Comune di Vimercate già in altri campi ha portato avanti, che ci si basa sull’idea che la famiglia che si fa carico di tenere l’anziano in casa non può per questo essere penalizzata, anzi deve essere in qualche modo avvantaggiata da parte del pubblico, perché si prende carico di una problematica sociale che sicuramente va a vantaggio dell’anziano ed anche del pubblico in generale, visto che si fa carico di tutta una serie di problemi che altrimenti l’anziano ha. 

Un’altra cosa importante: rispetto alle osservazioni che sono state fatte, occorre ribadire che la vera novità introdotta è la collaborazione con il S. Gerolamo. Questa è una novità importante perché si tratta di dare l’occasione a una istituzione che esiste, e che è comunque espressione di volontà pubblica, di essere rivitalizzata, e questo è anche il senso della variazione nella fascia d’età e della possibilità di avere un ruolo sociale come centro coinvolgendo anche un elemento di volontariato e di forma di auto/organizzazione delle persone che è da favorire e da incentivare. 

Le forme che a qualcuno piace chiamare, forse in maniera un po’ inopportuna, forme di sussidiarietà orizzontale, sono anche queste, ovvero la possibilità che le persone siano in grado di auto/organizzarsi e di sviluppare delle capacità e delle risorse in proprio. Il pubblico non deve arrivare ad occuparsi di tutto, ma deve favorire le risorse umane e materiali che esistono.